La videosorveglianza condominiale è diventata un tema centrale per molti amministratori e condomini, soprattutto alla luce della crescente attenzione verso la sicurezza e la protezione degli spazi comuni. Installare telecamere in un condominio non significa soltanto prevenire furti o atti vandalici, ma anche garantire una maggiore tranquillità a chi abita nello stabile. Tuttavia, il suo utilizzo deve rispettare precise regole normative e principi di privacy. 

Perché installare un sistema di videosorveglianza in condominio 

Sempre più condomini scelgono di installare un sistema di videosorveglianza, e i motivi sono chiari. Innanzitutto, le telecamere rappresentano un deterrente importante contro furti, atti vandalici e intrusioni negli spazi comuni: sapere che l’area è sorvegliata fa sentire tutti più sicuri. Ma la videosorveglianza non serve solo a prevenire reati: può essere utile anche per controllare gli accessi, tenendo traccia di chi entra e chi esce dal condominio, dal portone principale ai parcheggi o alle aree comuni. 

Inoltre, avere un impianto di sorveglianza permette di tutelare meglio giardini, cortili e garage, garantendo che vengano rispettati i regolamenti condominiali e riducendo il rischio di incidenti. Infine, in caso di controversie o situazioni problematiche, le registrazioni video possono diventare un supporto prezioso per chiarire i fatti, offrendo una prova concreta di quanto avvenuto. 

Normativa sulla videosorveglianza condominiale 

In Italia, la videosorveglianza è regolamentata da normative precise, tra cui il Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003) e il Regolamento Europeo GDPR (Regolamento UE 2016/679). Alcuni punti chiave da rispettare sono: 

  • Finalità legittima. Le telecamere devono servire a garantire la sicurezza e la tutela del condominio, non a monitorare i comportamenti dei singoli condomini. 
  • Informativa e consenso. È obbligatorio informare i condomini e gli eventuali visitatori tramite cartelli chiari sulla presenza di videosorveglianza. 
  • Limitazione delle aree sorvegliate. Le telecamere devono essere posizionate esclusivamente negli spazi comuni e non devono riprendere proprietà private o aree pubbliche non pertinenti. 
  • Conservazione dei dati. Le registrazioni devono essere conservate per un periodo limitato (di norma non oltre 24-72 ore) salvo casi particolari legati a indagini. 
  • Responsabile del trattamento. L’amministratore di condominio svolge il ruolo di responsabile del trattamento dei dati raccolti e deve assicurare che il sistema sia conforme alla normativa. 

Procedura per l’installazione in condominio 

Per installare correttamente un impianto di videosorveglianza condominiale, è consigliabile seguire questi passaggi: 

  1. Assemblea condominiale – La decisione deve essere presa in assemblea, secondo quanto stabilito dall’art. 1136 del Codice Civile. 
  2. Progetto tecnico – Affidarsi a professionisti per definire il tipo di telecamere, le aree da coprire e le modalità di registrazione. 
  3. Informativa ai condomini – Informare tutti i residenti, anche quelli assenti in assemblea, sui dettagli dell’impianto e sulle finalità. 
  4. Installazione e collaudo – Realizzare l’impianto con tecnici qualificati e verificare il corretto funzionamento delle telecamere. 
  5. Gestione e manutenzione – Aggiornare regolarmente il software, controllare il corretto funzionamento e rispettare i tempi di conservazione dei dati. 

Best practice per un impianto efficace 

Un sistema di videosorveglianza condominiale non deve limitarsi a installare telecamere: è importante pensare anche a efficienza, privacy e trasparenza. Tra gli aspetti a cui prestare attenzione ci sono: 

  • la scelta di telecamere ad alta definizione e con visione notturna 
  • l’utilizzo di registrazioni cifrate e sistemi protetti da accessi non autorizzati 
  • la predisposizione di cartelli informativi visibili agli ingressi del condominio 
  • l’aggiornamento del regolamento condominiale con riferimento alla videosorveglianza