Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di gas radon in condominio, un tema che coinvolge direttamente la tutela della salute e la corretta gestione degli edifici. Il radon è un gas naturale, invisibile e inodore, ma potenzialmente molto pericoloso se presente in concentrazioni elevate negli ambienti chiusi. Per questo motivo la normativa italiana ha introdotto specifici obblighi, in particolare per gli amministratori di condominio.
Cos’è il gas radon e perché rappresenta un rischio
Il gas radon è un gas radioattivo di origine naturale, derivante dal decadimento dell’uranio presente nel suolo e in alcune tipologie di materiali da costruzione. Risalendo dal terreno, può infiltrarsi negli edifici attraverso fessure nelle fondamenta, giunti strutturali, tubazioni, pozzetti e locali interrati.
Il problema principale del radon è l’esposizione prolungata: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta. Il rischio aumenta in ambienti poco ventilati e in presenza di concentrazioni elevate per lunghi periodi.
Gas radon in condominio: quali sono le aree più esposte
All’interno di un condominio, il gas radon tende ad accumularsi soprattutto nei locali a contatto diretto con il terreno. In particolare:
- cantine e seminterrati
- garage e autorimesse condominiali
- locali tecnici (centrali termiche, vani impianti)
- portinerie
- appartamenti al piano terra
Anche gli edifici più recenti non sono automaticamente esenti dal rischio: molto dipende dalla zona geografica, dalla conformazione del terreno e dalle tecniche costruttive adottate.
Normativa sul gas radon: cosa prevede la legge
La normativa di riferimento è il D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la direttiva europea Euratom. Il decreto stabilisce un livello di riferimento pari a 300 Bq/m³ per la concentrazione media annua di gas radon negli ambienti chiusi. La gestione del rischio gas radon in condominio rientra a pieno titolo tra le responsabilità dell’amministratore.
Nel contesto condominiale, l’obbligo di misurazione riguarda principalmente gli ambienti classificati come luoghi di lavoro, come portinerie con personale, uffici condominiali e locali comuni frequentati da dipendenti o collaboratori.
In questi casi, l’amministratore di condominio ha l’obbligo di:
- far effettuare la misurazione del gas radon da soggetti qualificati
- conservare i risultati delle rilevazioni
- intervenire in caso di superamento dei limiti di legge
- informare i condomini e, se necessario, gli enti competenti
Per le unità abitative private non esiste un obbligo generalizzato di misurazione, ma la verifica è fortemente consigliata, soprattutto nelle aree individuate come a rischio dalle Regioni.
Come ridurre il gas radon in condominio
Se le misurazioni evidenziano valori superiori ai limiti, è possibile intervenire con specifici interventi di mitigazione del gas radon, tra cui:
- miglioramento della ventilazione naturale o meccanica
- sigillatura di crepe e punti di ingresso
- installazione di sistemi di depressurizzazione del suolo
- interventi strutturali sulle fondazioni
Questi lavori rientrano generalmente nella manutenzione straordinaria e richiedono una delibera dell’assemblea condominiale.